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PDV Rand – Il giorno successivo alcuni soldati dalla sommità delle torri osservano il gruppo a cavallo che si muove. A Rand sembra quasi di attraversare una parete di aria fredda quando varca il Confine che porta alla Macchia.

Ingtar cavalca al fianco di Moiraine fino al confine tra lo Shienar e il Malkier poi si ferma e saluta Lan con la frase "Suravye ninto manshima taishite[1]", gira il cavallo e si dirige verso est.

Il gruppo entra nella Macchia; Nyneave sente che c’è qualcosa che non va malgrado il tempo sembri buono e Rand annuisce. Non è normale che nella Macchia faccia così caldo; Mat si toglie la giubba, Egwene e Nyneave si sventolano, Loial si abbassa la veste fino alla cintura e mostra una striscia di folto pelo.

Lan li avverte di quanto sono pericolose le piante e gli animali e li intima di non toccare niente. Miglio dopo miglio la contaminazione della Macchia si fa più forte; Rand è nauseato dal lezzo dolciastro di putredine, Mat si sporge dalla sella e vomita, Egwene deglutisce di continuo, mentre Nyneave rimane impassibile perché non vuole ammettere di stare male. Perrin guarda con odio l’oscena foresta, accarezzando inconsciamente il manico dell’ascia.

Moiraine sostiene che l’Occhio del Mondo si trova al di la dei passi alti, oltre le montagne di Dhoom ma Egwene le ricorda che l’Uomo Verde non si trova mai nello stesso posto. Moiraine dice che se ne preoccuperanno quando arriveranno.

Continuano a cavalcare e Rand scorge i ruderi di sette torri. Lan smonta di sella col viso inespressivo e Nyneave chiede se sia possibile accamparsi vicino ai laghi poco distanti da loro; a queste parole un’increspatura muove la superficie delle acque e una coda si solleva di almeno cinque braccia. Un corpo gigantesco, con grossi tentacoli, solca la superficie per poi scomparire di nuovo. Il gruppo si accampa distante dalle acque e Moiraine dispone delle difese intorno alla collina[2]; una curvatura, in modo che lo sguardo non si posi mai sul luogo dove sono accampati.

Rand non riesce a dormire e per caso sente una conversazione tra Lan e Nyneave. La Sapiente dice al Custode che avrebbe dovuto capire che lui è un re ma Lan gli risponde che è soltanto un uomo che non possiede niente.

Nyneave azzarda dicendo che a volta una donna non chiede nè terra né oro ma solo l’uomo; aggiunge poi che raramente le Sapienti si sposano ma che lei sta andando a Tar Valon per diventare ben altro. Lan dice che odierà l’uomo che lei sceglierà perché non sarà lui e che nessuna donna merita come dono di nozze la certezza del lutto, poi si allontana. Nyneave piange e Rand chiude gli occhi per non vederla.

NoteModifica

  1. ”La pace favorisca la tua spada”
  2. E’ un inganno speciale che probabilmente ha imparato da sola. Non è una cosa che tutte le Aes Sedai sanno fare (ISdC, Prologo).





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Cap 47: Altri Racconti della Ruota Cap 49: il Tenebroso si Muove

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