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PDV Rand – La prima cosa di cui è consapevole Rand aprendo gli occhi è la luce del sole; solo poco dopo vengono il dolore, il ricordo della febbre violenta[1] e i lividi. Guardandosi intorno capisce che le ceneri untuose su cui giace sono quelle di Aginor; lo stomaco gli si rivolta e vomita nello strapiombo. Sguaina la spada e vede che è quella di acciaio di suo padre, non quella di luce; si ripete poi che lui è Rand al’Thor e che ha ucciso il Tenebroso, che Shai’tan è morto.

Di corsa, cerca di raggiungere la cima della collina e vede Egwene, Moiraine e Nyneave sotto la grande quercia, nata dai resti dell’Uomo Verde. Egwene sta bene e anche Nyneave dice di essersela cavata con qualche ammaccatura a differenza di Moiraine, l’unica veramente ferita. Moiraine replica che più che ferita nel corpo è ferita nell’orgoglio. Si stupisce poi per quanto tempo sia riuscita a tenere Aginor, che nell’Epoca Leggendaria era secondo solo ad Lews Therin e a Ishamael.

Moiraine dice che molto probabilmente Aginor e Balthamel erano imprigionati vicino alla superficie e sono riusciti ad uscire quando il sigillo sulla prigione si è indebolito.

Rand le rassicura dicendo che i due Reietti sono morti e che lo è anche Shai’tan ma Moiraine lo blocca prima ancora che abbia pronunciato il nome per intero. L’Aes Sedai dice che è meglio continuarlo a chiamare Tenebroso o Ba’alzamon. Rand ribadisce di averlo ucciso, di averlo bruciato ma non riesce a pronunciare la parola Unico Potere.

Egwene corre immdiatamente ad abbracciarlo e Nyneave gli dice che rimane comunque Rand al’Thor di Emond’s Field anche se è pericoloso. Poi Moiraine sprona Rand a raccontare tutto nei dettagli.

Rand sostiene di essere stato usato dalla Luce. Moiraine afferma che sin dall’inizio aveva dei sospetti;dopo avergli dato la moneta ha comunque continuato ad opporre resistenza e a fare domande; ricorda poi la prima volta che ha incanalato per far correre più velocemente Bela.

Rand dice che non toccherà mai più saidin ma Moiraine sa che questo non è possibile; Rand le chiede allora di insegnargli a manipolare il Potere ma l’Aes Sedai replica che sarebbe come se un gatto cercasse di insegnare ad un cane ad arrampicarsi sugli alberi.

Rand chiede notizie degli altri. E’ Nyneave a rispondere dicendo che Lan li ha portati nella caverna. L’Occhio è scomparso ma c’è una colonna di cristallo al centro del laghetto e una scaletta per raggiungerla.

Mat, Perrin e Loial sono gli unici a non sapere che Rand può incanalare. Il ragazzo teme che Moiraine voglia domarlo e cita i nomi dei falsi Draghi, compreso Logain, che gli ha detto Ba’alzamon. La Torre li ha usati tutti e poi li ha domati. Rand dice che non sarà il cane da guardia di nessuno.

Arrivano gli altri e Rand mente, dicendo di essere caduto e di avere picchiato la testa. Dopo essersi ripreso è tornato li e ha trovato i frammenti delle vesti di Aginor bruciate.

Mat mostra a Moiraine dei pezzi di ceramica nera, bianca e lucida, ritrovati nell’Occhio. Moiraine li ricompone e ne viene fuori l’antico simbolo Aes Sedai: la Fiamma di Tar Valon che si unisce alla Zanna del Drago. I cocci sono di un materiale chiamato Cuendillar o Pietra dell’Anima e non è possibile scalfirla. Quello che l’Aes Sedai tiene in mano è uno dei sette sigilli della prigione del Tenebroso, che si è infranto.

Oltre ai frammenti di Cuendillar, nell’Occhio hanno trovato anche un cubo d’oro e d’argento che Moiraine apre e al cui interno trova un corno d’oro, fatto a spirale. E’ il Corno di Valere per richiamare dalla morte gli eroi delle epoche affinché combattano il Tenebroso[2].

Infine l’ultimo oggetto ritrovato nell’Occhio è un vessillo bianco con una figura simile ad un serpente, dalle scaglie scarlatte e dorate. Moiraine racconta che si tratta dello stendardo del Signore del Mattino quando guidò le forze della Luce contro l’Ombra. E’ lo stendardo di Lews Terin Talamon, lo stendardo del Drago.

Il gruppo decide di riposare e Moiraine dice a Rand che hanno portato a termine la missione per cui sono arrivati fino lì e che adesso potrà vivere la sua vita come il Disegno la tesse.

NoteModifica

  1. Questa volta la reazione per avere incanalato è immediata.
  2. Incise sul Corno le parole in Lingua Antica “Tia mi aven Moridin isainde vadin” cioè “La tomba non è sbarramento al mio richiamo”.





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