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Matrim Cauthon
Matrim Cauthon.jpg
Nascita 978 NE
Stato Vivo
Statura Medio-Alto
Occhi Castano scuro
Capelli Castano scuro
Corporatura Asciutto
Rango Generale
Titolo Principe dei Corvi
Suonatore del Corno di Valere
Nazionalità Fiumi Gemelli, Andor
Affiliazione Banda della Mano Rossa
Drago Rinato

Matrim Cauthon è uno dei protagonisti della saga fantasy "La Ruota del Tempo" dello scrittore statunitense Robert Jordan, che per questo personaggio ha in parte tratto ispirazione da Odino, una delle maggiori divinità nordiche.

Mat, come Matrim viene solitamente chiamato, è un ragazzo ventenne, figlio di una famiglia di contadini ed allevatori di cavalli. A causa della sua curiosità spesso si caccia in numerosi guai.


Vicende di MatModifica

Nel corso della serie Mat passa dall’essere un ragazzo immaturo e scherzoso, corteggiatore incallito delle ragazze e sempre pronto a cacciarsi nei guai, a quello di uno dei personaggi più consapevoli del proprio ruolo, essere cioè un forte ta'veren ed il braccio destro di Rand al'Thor, il Drago Rinato.

La fuga da Emond's FieldModifica

Mat fuggì dai Fiumi Gemelli con Rand, Perrin, Egwene, Nynaeve, Moiraine e Lan in seguito all'attacco dei Trolloc durante la Notte d'Inverno. Come Rand e Perrin, anche Mat era uno dei tre ta'veren che Moiraine Sedai cercava. Dopo aver lasciato Baelorn, la compagnia di diresse verso il fiume Arinelle sulla strada per Tar Valon. Vennero raggiunti da un esercito di Trolloc e Myrddraal e trovarono rifugio tra le rovine maledette di Shadar Logoth. Mat era di natura curiosa e trascinò Rand e Perrin tra le rovine, lì incontrarono Mordeth che tese una trappola ai tre ragazzi. Mat prese con sè un pugnale che si rivelò essere maledetto ed impregnato dell'essenza stessa che aveva reso Shadar Logoth un posto terrificante. In modo lento, ma inesorabile, la malvagità che il pugnale portava con sé iniziò ad avere effetti su Mat, che divenne paranoico ed ostile. Durante il viaggio, Moiraine e Lan notarono che Mat diceva inconsapevolmente delle cose usando la Lingua Antica, ma concordarono sul fatto che era il retaggio del Manetheren che si era svegliato nel suo sangue.

La maledizioneModifica

A Fal Dara, Padan Fain rubò il Corno di Valere pugnale di Mat. La vita del ragazzo era ora in serio pericolo perché non ne poteva essere separato fin quando le Aes Sedai non lo avessero guarito dalla maledizione. Mat andò a Cairhien insieme a Rand, Perrin, Ingtar Shinowa, Verin e Loial. Lì recuperarono il Corno, ma gli Amici delle Tenebre lo rubarono di nuovo. Non ritrovarono il pugnale, trovarono degli indizi che puntavano a Falme, dall'altra parte del continente, ma Loial fu in grado di trovare un portale per le Vie per giungere all'estremo occidente in poco tempo. Mat venne a conoscenza che Rand era il Drago Rinato, questa cosa lo sconvolse e si estraniò da lui.

A Falme trovarono la città invasa dai Seanchan, Mat suonò il Corno richiamando dall'aldilà gli eroi del passato a combattere contro gli invasori. Ciò lo legò al Corno di Valere a vita, gli eroi sarebbero accorsi al suo richiamo ogni volta che lo avrebbe suonato. Viaggiò a Tar Valon con le Aes Sedai, ma all'arrivo alla Torre Bianca era ormai allo sfinimento a causa della maledizione. Le Aes Sedai riuscirono a guarirlo a stento, ma nella sua memoria ora c'erano molti buchi e al suo risveglio ricordava eventi remoti come la Battaglia del fiume Tarendrelle.

Morte, rinascita e viaggio a RhuideanModifica

Le Aes Sedai volevano tenere Mat nella Torre Bianca fin quando non si sarebbe ristabilito del tutto, ma il ragazzo fuggì, portando con sé una lettera per la regina Morgase, da parte di sua figlia Elayne. Incontrò nuovamente Thom Merrilin in un villaggio, e il menestrello decise di unirsi a lui. A Caemlyn Mat scoprì che Lord Gaebril, che in realtà era il Reietto Rahvin, stava complottando per uccedere Egwene, Nynaeve e soprattutto Elayne per consolidare il suo dominio ad Andor. Mat e Thom partirono per Tear una volta consegnata la lettera a Morgase. Alla Roccia trovarono le ragazze prigioniere dall'Ajah Nera. Lungo la strada, Mat incontrò una donna di Tarabon di nome Aludra. La donna fuggiva da Cairhien dopo che Rand fece saltare in aria la Gilda degli Illuminatori per sfuggire ai suoi nemici. Era inseguita da altri membri della Gilda che l'accusavano di vendere fuochi d'artificio, Mat la salvò e Aludra lo ricompensò con dei fuochi di artificio. Con questi Mat, involontariamente, fece una breccia nella mura della Roccia e insieme a Juilin Sandar liberarono Egwene, Nynaeve e Elayne. Mat per qualche tempo non ricevette nessun ringraziamento dalle ragazze, cosa che non mancò in seguito di far notare ogni qual volta ne ebbe l'occasione.

La Roccia di Tear era piena di angreal e ter'angreal, Mat si mise a curiosare ed entrò in un portale di pietra rossa che lo portò nella terra degli Aelfinn. Erano creature che somigliavano a serpenti con capacità di preveggenza e che parlavano un dialetto della Lingua Antica che il ragazzo era in grado di comprendere. A Mat profetizzarono che:

  • Sarebbe andato a Rhuidean.
  • Se non ci fosse andato, sarebbe morto.
  • Sarebbe morto, perché avrebbe evitato il suo destino e sarebbe stato ucciso da "coloro che non vogliono che il destino sia compiuto".
  • Avrebbe sposato la "Figlia delle Nove Lune".
  • Sarebbe morto e rinato, e vivere ancora una volta come parte di ciò che era stato.
  • Avrebbe rinunciato a metà della luce del mondo per salvare il mondo.

Rand andò nella Desolazione Aiel, Mat lo seguì ed entrò con lui a Rhuidean (non senza qualche rimostranza delle Sapienti). Lì Mat trovò un altro portale di pietra rossa, entrò e questa volta si trovò nella terra degli Eelfinn, che somigliavano a delle volpi invece che a dei serpenti. A differenza degli Aelfinn, gli Eelfinn si offrirono di esaudire dei desideri che erano:

  • Riempire i buchi che aveva nella memoria.
  • Essere libero dalle Aes Sedai e dall'Unico Potere.
  • Andare via dalla terra degli Eelfinn e tornare a Rhuidean se non avessero risposto alle sue domande.

Mat ebbe in dono i ricordi dei leader militari del passato e un medaglione a testa di volpe che impediva di usare l'Unico Potere su di lui. Gli Eelfinn chiesero un prezzo, ma Mat non gli disse nulla. Per tutta risposta lo rispedirono a Rhuidean e lo impiccarono appendendolo ad una lancia dal manico nero incastrata tra due rami. Così lo trovò Rand che riuscì a rianimarlo. Mat tenne la lancia, chimanata ashandarei che divenne la sua arma preferita, ma in "regalo" ebbe anche la cicatrice al collo lasciata dalla corda che in seguito coprì con una sciarpa.

Dopo Rhuidean, Mat rischiò di morire diverse volte. Venne avvelenato da un morso di un Segugio Nero, Rand lo eliminò con il fuoco malefico limitando gli effetti del veleno e salvando la vita a Mat. Durante l'invasione di Caemlyn, Mat fu ucciso da Rahvin insieme ad Aviendha e Asmodean. Rand però uccise il Reietto con una enorme quantità di fuoco malefico, abbastanza da disfare il Disegno e far tornare in vita Mat e gli altri. Ciò portò a compimento la profezia di Aelfinn, ma la sua morte spezzò il legame che lo legava al Corno di Valere.

La Banda della Mano Rossa e la fortuna di MatModifica

Mat.png

Gli Eelfinn diedero a Mat i ricordi dei grandi generali del passato con cui riempire i buchi nella sua memoria. Ciò lo rese estremente esperto di strategie belliche, grazie all'esperienza accumulata con i ricordi dei più grandi generali del passato. Mat era estremamente fortunato, vinceva in qualsiasi gioco in cui bisognava affidarsi al caso, specialmente nei dadi, dove vinceva la stragande maggioranza delle volte e dove accumulò un discreto gruzzolo di denaro. In alcuni casi, Mat perdeva se, paradossalmente, poteva essere il risultato da cui poteva ricavare maggiore profitto. Questo gli derivava dalla sua natura di ta'veren, ma in modo molto più potente di quanto non accadesse con Rand e Perrin.

Prima della battaglia di Cairhien contro gli Shaido, Mat provò a fuggire da Rand una volta per tutte, ma il caso, il senso di responsabilità e l'attrazione che il Drago Rinato aveva come ta'veren lo riportarono indietro nella battaglia, seppure controvoglia. Uccise personalmente Couladin, il leader degli Shaido aiutando in maniera decisiva Rand nella lotta per Cairhien. Mat si guadagnò sul campo la lealtà di moltissimi soldati che lo avrebbero seguito ovunque li avesse condotti. La compagnia di Mat era conosciuta come Shen an Calhar, che nella Lingua antica significava la Banda della Mano Rossa. Questo era il nome della più famosa unità d'élite dell'antico Manetheren durante le Guerre Trolloc. Erano le guardie di Re Aemon e furono gli ultimi a morire eroicamente nella battaglia che mise fine al Manetheren.

La Banda si diresse a sud verso Tear per ordine di Rand, e sulla strada Mat incontrò e adottò un ragazzino di Cairhien di nome Olver rimasto orfano dopo la battaglia contro gli Shaido. Mat gli voleva bene e anche gli altri uomini della Banda si erano affezionati al bambino che li seguì ovunque.

La regina Tylin di Ebou DarModifica

Mat andò a Salidar per "salvare" Egwene e per riportare Elayne a Caemlyn per sedere sul trono di Andor che le spettava di diritto. Insieme a lui andò Aviendha, che desiderava incontrare Elayne perché aveva toh nei suoi confronti, secondo la regola Aiel del ji'e'toh. Aviendha infatti provava una profonda vergogna per essersi innamorata di Rand e di aver fatto l'amore con lui dopo aver promesso ad Elayne di vegliare e proteggerlo. Quando Mat arrivò a Salidar trovò una situazione che non si aspettava: Egwene era stata eletta Amyrlin Seat dalle Aes Sedai ribelli, mentre Elayne non volle tornare a Caemlyn perché riteneva di avere compiti più importanti ed urgenti da svolgere ad Ebou Dar. A Mat non restò altra scelta che quella di seguirla ad Altara insieme a Nynaeve e Aviendha per recuperare la Coppa dei Venti, un oggetto che sarebbe servito a sistemare le condizioni meteorologiche del mondo. Ad Ebou Dar, vennero accolti da Tylin, regina di Altara. La regina era una donna affascinante di circa quarant'anni ed era una regnante abile ed intelligente. La regina costrinse Mat a diventare il suo amante, cosa che al ragazzo non andò troppo giù perché era abituato ad essere il "cacciatore" e non la "preda". Tylin fece tutto ciò che era in suo potere per aiutare le Aes Sedai nella ricerca della Coppa dei Venti.

La Figlia delle Nove LuneModifica

Altara venne invasa dai Seanchan, l'Alta Signora Suroth e l'Alta Signora Tuon si stabilirono nel palazzo di Tylin che giurò fedeltà agli invasori e venne elevata al rango di "Alta Signora". Mat riuscì a fuggire, Tylin nel tentativo di aiutarlo, si fece legare al letto, ma venne uccisa da un gholam che voleva uccidere Mat. Il ragazzo si rese conto che nononstante fosse gelosa, possessiva e lo aveva costretto a diventare il suo amante, voleva bene a Tylin che era rimasta uccisa durante la sua fuga. Mat incontrò Tuon nelle stalle ed ebbero un "diverbio", Mat legò Tuon e stava per lasciarla lì, ma quando entrò la sua ancella Selucia e la chiamò "Figlia delle Nove Lune", decise di portare le due donne via con sé. Mat chiamò Tuon "moglie" per tre volte, senza sapere che aveva appena compiuto metà del rituale del matrimonio Seanchan, Tuon non gli disse nulla e lo lasciò fare. Riuscirono a fuggire dai territori occupati dai Seanchan grazie all'aiuto di Valan Luca e al suo show itinerante. Ciò diede l'occasione a Mat di corteggiare veramente Tuon, ma la Figlia delle Nove Lune lo trattò spesso in modo freddo e distaccato. Prima che Mat la lasciasse tornare ad Ebou Dar, Tuon decise di completare la sua metà del rituale Seanchan del matrimonio, lasciando intendere che da parte sua era un matrimonio di natura politica, a dispetto dei sentimenti sinceri che Mat provava per lei. Mat era quindi ufficialmente il principe consorte dell'erede al Trono di Cristallo dei Seanchan, ed era conosciuto tra loro con il titolo onorifico di Principe dei Corvi.

CaemlynModifica

Dopo aver rimandato a Ebou Dar, Mat si diresse verso Caemlyn per rifornirsi di armi e per preparare la liberazione di Moiraine dalla Torre di Ghenjei. Il viaggio verso Andor fu relativamente tranquillo se non per i rischi che la Banda prese nel villaggio maledetto di Hinderstap. Mat ricevette la visita di Verin Sedai tra le montagne di Andor. La Aes Sedai si offrì di fare un portale per Caemlyn, ma Mat diffidava dei doni delle Aes Sedai. Come condizione per il portale, Verin gli consegnò una lettera sigillata che avrebbe dovuto leggere esattamente in dieci giorni oppure bruciarla e aspettarla per trenta giorni nella città di Caemlyn. Mat accettò le condizioni poste dalla Aes Sedai, non volle leggere la lettera e istantaneamente si trovò con tutta la Banda trasportato nelle campagne intorno a Caemlyn.

Nell'attesa, si recò in città sotto copertura indagando su chi fosse a far girare dei ritratti suoi e di Perrin. Mat girò per le locande e le taverne della città e venne a conoscenza di una serie di omicidi. Riconoscendo il colpevole come il gholam che uccise Tylin a Ebou Dar, scrisse una lettera ad Elayne per avvertirla del pericolo. La notte stessa la creatura venne nella sua tenda per ucciderlo, ma dovette fuggire come arrivarono i soccorsi. Mat aveva già provato varie volte ad incontrare l'ormai regina di Andor, ma non venne mai fatto entrare a palazzo, dopo la sua lettera però fu finalmente ricevuto da Elayne. Si accordarono, Mat dal canto suo impegnò la Banda della Mano Rossa in un contratto rinnovabile che li legava a combattere per Andor, mentre Elayne si impegnò ordinando alle fonderie di campane del regno di lavorare per Mat per costruire i Dragoni, l'ultima arma da fuoco ideata da Aludra. Mat inoltre strappò l'esclusiva per la Banda dell'utilizzo dei Dragoni, mentre Elayne ottenne il medaglione di Mat per tre giorni per studiarlo e una piccola parte dei Dragoni di Aludra.

Elayne riuscì a farne delle copie, seppur non così efficaci come l'originali che permisero a Mat di portare a compimento un piano per uccidere il gholam, anche grazie all'apporto di Talmanes e di Sumeko. Mat disse a Teslyn e alle Aes Sedai che tornavano a Tar Valon che la Torre Bianca aveva "qualcosa che gli apparteneva" riferendosi al Corno di Valere e che presto sarebbe tornato per reclamarlo.

La Torre di GhenjeiModifica

Mat andò con Thom e Noal alla Torre di Ghenjei. Entrarono incidendo il simbolo del gioco Serpenti e Volpi sulle mura della torre usando un pugnale di bronzo. Ciò fu possibile grazie al suggerimento del piccolo Olver, appassionato del gioco, che lo aveva sentito raccontare da Birgitte. Entrando nella Torre, si accorsero che le cose non erano come al di fuori. Infatti si trovavano in un'altra dimensione in cui la fisica e la logica erano completamente diversi da ciò a cui erano abituati. La Torre era in realtà governata dalle regole di Serpenti e Volpi e dovettero giocare per tenere a bada gli Eelfinn con il fuoco, la musica e il ferro. Grazie alla fortuna ai dadi di Mat, avanzarono fino a trovare la stanza dove Moiraine era tenuta prigioniera, sfinita e senza quasi più la capacità di incanalare saidar. Mat negoziò con gli Aelfinn, barattando il suo occhio sinistro con la vita di Moiraine e per uscire dalla Torre. L'occhio gli fu strappato dalle orbite senza pietà, ma l'accordo preso con gli Aelfinn nascondeva un trucco, infatti vennero attaccati dagli Eelfinn nei corridoi della Torre e si salvarono solo grazie al sacrificio volontario di Noal, che si rivelò essere il leggendario viaggiatore Jain Farstrider. Il tempo guadagnato fu fondamentale perché diede il tempo di ragionare a Mat e ricordare che ashandarei gli era stata data dagli Eelfinn perché lui aveva chiesto una vita d'uscita dal loro mondo. Quindi la lancia era la chiave per uscire dalla Torre di Ghenjei e ridisegnando lo stesso simbolo che gli permise l'ingresso usando ashandarei, riuscirono finalmente ad uscire dalla Torre una volta per tutte.

L'Ultima BattagliaModifica

Rand, in presenza di Mat, si incontrò con Tuon disarmato e schermato come richiesto. La trattativa si rivelò essere abbastanza complicata. L'Imperatrice dei Seanchan basava il suo diritto a regnare sulle terre del continente sulla sua ascendenza che risaliva ad Artur Hawkwing. Rand però era l'incarnazione del Drago Rinato e il suo diritto al dominio era antecedente a quello di Hawkwing. Ciò permise di sbloccare la situazione, fissando in confini delle terre dei Seanchan alle Pianure di Almoth e lasciando ai Seanchan le marath'damane (ovvero delle Aes Sedai) catturate sul continente. Accettando questi termini, Tuon decise di combattere con le forze della Luce aiutando nell'Ultima Battaglia le forze soverchiate della Torre Bianca.

A Mat venne affidato il comando e il coordinamento di tutte le forze della Luce dopo la caduta dei Cinque Grandi Capitani. Organizzò l'ultima difesa ai Campi di Merrilor dove riuscì a sconfiggere Demandred e le forze combinate dell'Ombra e degli incanalatori di Shara.

Alla fine della battaglia, Mat e Olver volarono a Shayol Ghul usando un to'raken e disse che era la seconda idea peggiore che gli fosse mai venuta in mente (la prima fu l'aver rapito Tuon a Ebou Dar). Lì trovò Perrin e i resti le forze che Rand aveva portato con sé. Erano allo stremo e soverchiati da nemici, inoltre erano stati circondati da Mashadar da tutti i lati. Mat però era immune a Mashadar, in quanto ne soffrì e arrivò quasi a morirne in seguito ai fatti che accaddero a Shadar Logoth. In ogni caso, Mat fu toccato da Mashadar e si finse morto. Attirò così Padan Fain, che ora chiamava sé stesso Shaisam, per poi pugnalarlo al cuore con il pugnale maledetto. Alla morte di Shaisam anche Mashadar era distrutta.

Mat tornò all'accampamento dei Seanchan dove incontrò nuovamente sua moglie Tuon. Aludra accolse il suo ritorno con i fuochi d'artificio e Tuon lo accolse dicendogli che aspettava un figlio da lui.

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