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Nella saga fantasy La Ruota del Tempo dello scrittore statunitense Robert Jordan, Moridin è uno dei nuovi Reietti (che si definiscono tra di loro come i Prescelti), è cioè uno dei campioni dell’Ombra, nemici del Drago Rinato e degli altri campioni della Luce.

Vicende di MoridinModifica

Dopo che, al termine del terzo libro della saga, Ishamael venne ucciso da Rand al'Thor nel Cuore della Pietra di Tear, il Tenebroso recuperò la sua anima e la fece reincarnare, donandogli un nuovo corpo ed un nuovo nome, Moridin appunto, che nella lingua antica significa semplicemente morte.
Moridin

Il suo nuovo corpo è molto alto, dalle spalle squadrate, con occhi azzurri, capelli neri e dall’aspetto molto attraente; la sua voce è profonda e nel complesso Moridin sembra avere un’età attorno ai venticinque anni. Il Tenebroso gli ha inoltre conferito il titolo di Nae'blis, che equivale a suo reggente per il Giorno del Ritorno ed il rango di capo degli altri Reietti, che ora gli devono obbedienza. Moridin inoltre è l’unico tra di loro ad avere ancora il permesso di utilizzare il Vero Potere.

Moridin abusa spesso del Vero Potere, tanto che gli si sono già formate le saa negli occhi, inoltre ha due Cour'souvra (trappole mentali) appese attorno al collo: una controlla Moghedien e l’altra Cyndane. In qualità di capo delle forze dell’Ombra ha già iniziato a consolidare il suo potere, sebbene gli altri Reietti gli obbediscano con riluttanza (in attesa di poterlo eliminare) e lo considerino ancor più folle che in precedenza, anche se per ora Moridin pare avere imparato a controllare questa pazzia.

Moridin come nuovo personaggio, fa la sua misteriosa comparsa nel corso del settimo libro, quando spia Sammael e Graendal nei loro colloqui con le Sapienti Shaido; poi in seguito riceve Moghedien da parte di Shaidar Haran e le mostra la Cour'souvra che la controlla; infine interviene a Shadar Logoth per salvare Rand al’Thor dagli attacchi di Sammael. Tra l’altro in quest’ultima occasione si è formata una strana connessione tra Rand e Moridin, i due hanno incrociato e fatto toccare tra di loro due barre di Fuoco Malefico che stavano scagliando contro Mashadar, creando così un legame reciproco.

Da quella volta Rand ha cominciato a soffrire di uno strano malessere che Nynaeve non è mai riuscita a curare. Un malessere che forse sta colpendo lo stesso Moridin. Inoltre nell’undicesimo libro viene svelato che l’immagine del terzo uomo che Rand e Lews Therin hanno cominciato a vedere nella loro mente è proprio quella di Moridin (una cosa che fa infuriare Moridin). In seguito troviamo Moridin a manovrare le forze dell’Ombra e gli altri Reietti in attesa dell’avvento dell’Ultima Battaglia.

Nel corso del Libro XII Moridin mostra che il suo legame con Rand si è ulteriormente approfondito: prova dolore alla mano che l'altro ha perso contro Semirhage, inoltre i due si incontrano nuovamente nel Tel'Aran'Rhiod come nel primo libro, ma questa volta è Rand ad andare a visitarlo. Nel prologo ordina a Graendal di far provare a Rand le pene dell'anima ed inoltre proibisce a Mesaana e a Demandred qualsiasi tentativo di andare a liberare Semirhage; quando quest'ultima viene liberata da Shaidar Aran ed Elza e poi riesce a catturare Rand con la Fascia di dominazione, Rand si libera proprio grazie al suo legame con Moridin che gli permette di usare il Vero Potere. Nel resto del libro Moridin influenza sempre più negativamente Rand (tanto che questo inizia ad indossare il rosso ed il nero i tipici colori di Moridin), nel tentativo di portarlo sempre più dalla parte di Shai'tan. Il suo tentativo ha quasi successo, quando al termine del libro Rand arriva nichilisticamente sul punto di distruggere il mondo con il Choedan Kal.

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