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Nella serie di dodici romanzi fantasy La Ruota del Tempo dello scrittore statunitense Robert Jordan, si incontrano molti oggetti, strumenti e simili, dall’uso particolare; quelli legati all’uso dell’Unico Potere sono gli angreal, i sa'angreal ed i ter'angreal; altri invece non sono legati all’Unico Potere, ma hanno degli usi o delle storie particolari, tra questi si possono ricordare:

AshandareiModifica

È una lancia, la cui punta è una lunga lama nera e ricurva a sciabola, è infrangibile e non arrugginisce, venne creata con l’Unico Potere. Sul manico vi si trovano incisi due corvi ed un’iscrizione nella lingua antica:

Così il nostro trattato è stato scritto; così l’accordo stipulato. Il pensiero è la freccia del tempo; la memoria mai si affievolisce. Ciò che è stato chiesto è stato dato. Il prezzo è pagato.

Dopo che Matrim Cauthon entrò nella soglia rossa ritorta presente nel Rhuidean, facendo una serie di richieste agli Eelfinn, questi lo esaudirono, ma alla fine lo impiccarono a questa lancia, riportandolo nel Rhuidean. Mat venne però salvato da Rand e si tenne Ashandarei quale sua arma di combattimento. Vista la scritta che si trova su di essa, questa lancia viene quasi a costituire il contratto scritto che Mat ha stabilito con gli Eelfinn.

Gli alberi Chora, Avendesora e AvendoralderaModifica

Gli alberi Chora furono dei costrutti viventi, creati con l'Unico Potere durante l'Epoca Leggendaria: chiunque riposava sotto le loro fronde, dalle caratteristiche foglie a tre punte, provava una sensazione di pace, serenità e rilassamento. Nel corso della Frattura del Mondo, alcuni arbusti degli alberi Chora furono portati in salvo nel Rhuidean dagli ultimi Aiel Da'shain.

Avendesora, che significa albero della vita nella Lingua Antica, è il nome dell'ultimo esistente albero Chora; è cresciuto nella perduta città del Rhuidean nella Desolazione Aiel. Durante la loro battaglia nella città Asmodean ed il Drago Rinato, hanno bruciato le fronde dell'albero, però Moiraine esaminandolo, ha garantito che è ancora in vita.

Avendoraldera è un arbusto tratto dal mitico albero Avendesora, che gli Aiel hanno donato a Cairhien come suggello del privilegio di commercio, infatti gli Aiel hanno garantito agli abitanti di Cairhien di commerciare attraverso il loro territorio, dopo aver scoperto che gli avi dei Cairhienesi diedero il permesso di abbeverarsi agli avi degli Aiel. Re Laman Damodred di Cairhien, abbattendo per futili motivi l'albero che si è sviluppato (la costruzione di un trono unico al mondo), provoca la reazione di ben quattro clan degli Aiel, che mettono a ferro e fuoco le Terre Bagnate per punirlo (la cosiddetta Guerra Aiel); questo evento è necessario al compimento della profezia che porta alla nascita del Drago Rinato.

Una foglia scolpita di albero Chora costituisce la chiave per poter aprire una porta delle Vie Ogier.

Nello stemma del regno di Tarabon compare un Albero della Vita. I fondatori di quel regno affermarono di essere dei discendenti del regno di Almoth, dove per molto tempo sopravvisse un albero Chora.

Corno di ValereModifica

Il Corno di Valere è un mitico artefatto che ha il potere di richiamare dalla tomba, a combattere in forma fantasmatica, gli eroi legati alla Ruota del Tempo, vale a dire quei personaggi che, ciclicamente, vengono reincarnati, di epoca, in epoca, per compiere grandi imprese a favore della Luce e che quando non sono in vita, riposano e trascorrono il tempo in Tel’aran’rhiod. Il corno sembra un banale corno da caccia o da guerra anche se d'oro, sul quale sono incise incise in argento le parole Tia mi aven Moridin isainde vadin ("la tomba non è ostacolo al mio richiamo"). Periodicamente ad Illian, nella grande piazza di Tammuz, viene proclamata la Grande Caccia al Corno, in cui numerose persone (i Cercatori del Corno) giurano di andare alla ricerca del mitico oggetto. Molte delle mitiche vicende legate alla Caccia al Corno sono diventate delle celebri ed epiche ballate o canzoni, narrate dai menestrelli da un capo all'altro del continente. Al termine del primo libro, il Corno di Valere venne recuperato all'Occhio del Mondo dai protagonisti della saga. Trafugato all'inizio del libro successivo da Padan Fain, venne nuovamente recuperato dai protagonisti e suonato da Mat durante la battaglia di Falme, per scacciare i Seanchan invasori (in questa maniera lui diventa il Suonatore del Corno e finché resterà in vita, nessun altro avrà il potere di usarlo per risvegliare gli eroi). Successivamente il Corno è stato portato alla Torre Bianca da Verin Sedai ed è stato nascosto laggiù da Siuan Sanche, che dovrebbe essere l'unica a conoscere la sua attuale collocazione.

CuendillarModifica

Il cuendillar, conosciuto anche come Pietra dell'Anima, è un materiale praticamente indistruttibile ed inscalfibile, creato con l'Unico Potere nell'Epoca Leggendaria e di cui si era perso il metodo di fabbricazione; qualsiasi tipo di forza o di energia venga esercitata o scagliata su di esso, viene assorbita, rendendolo ancor più forte e resistente. Recentemente Egwene al'Vere ha scoperto come ricrearlo con Saidar: è necessaria una complessa tessitura per trasformare oggetti di ferro in cuendillar (per la precisione un reticolo di Terra Fuoco ed Aria viene intessuto per avviluppare un oggetto di ferro, poi una seconda tessitura di Terra e Fuoco penetra il reticolo, e tocca l'oggetto che diventa bianco).

Questo talento è poco comune tra le incanalatrici poiché richiede forza in Terra (già di per se' poco comune tra le donne), infatti, sebbene la tessitura richieda un quantitativo relativamente modesto di potere, se non si è forti in Terra, agisce in maniera troppo lenta e snervante.

Oltre ad Egwene solo altre nove Aes Sedai, due Ammesse e circa due dozzine di Novizie (in un campo di oltre mille e trecento incanalatrici) sono in grado di produrlo (quindi meno del 3% in una vasta comunità di incanalatori). Una delle novizie è Bode Cauthon (la sorella di Mat), tra le sorelle Leane Sharif, Kairen Stang e Ashmanaille.

Nel corso del Libro XII Rand al'Thor dimostra che il cuendillar, fino ad allora ritenuto un materiale indistruttibile, può invece essere infranto dal Vero Potere.

KesieraModifica

La kesiera è un gioiello indossato dalle donne d’alto rango del Regno di Cairhien; è costituita da una catenella di metallo prezioso con appesa una gemma, essa viene legata sul capo in maniera che la gemma penda proprio nel mezzo della fronte. Moiraine Damodred indossa una kesiera con uno zaffiro azzurro. Daigian Sedai invece una kesiera con una pietra di luna bianca.

HadoriModifica

L'Hadori è una stretta fascetta di cuoio intrecciato, che gli uomini Malkieri tengono attorno al capo, anche per tener ferma la lunga e folta capigliatura che cade alle loro spalle. Esso viene donato al momento del passaggio tra l'adolescenza e l'età adulta, è simbolo di mascolinità e del valore guerriero di un uomo. Pochi tra i Malkieri in esilio portano ancora l'Hadori, tra questi il loro re titolare al'Lan Mandragoran.

Ki'sainModifica

Il Ki'sain era una piccola macchia di colore disegnata in mezzo alla fronte da tutte le donne dello scomparso regno di Malkier ed indicava il loro stato familiare: le fanciulle nubili ne portavano una di colore blu, le donne sposate una rossa, mentre le vedove una bianca. Questa usanza è stata mantenute da alcune donne Malkieri che si sono rifugiate nelle altre Terre di Confine dopo la caduta della loro nazione. Il Ki'sain simboleggiava anche il giuramento delle donne del Malkier a dedicare i propri figli al combattimento contro l’Ombra. Dopo il suo matrimonio con al'Lan Mandragoran, Nynaeve al'Meara porta il Ki'sain rosso.

Pugnale di Shadar LogothModifica

È un pugnale dalla lama lunga e ricurva, con una guaina d'oro lavorata con strani simboli. L'elsa è intrecciata da fili d'oro e sul pomello, alla sua estremità, si trova incastonato un rubino, grosso quanto un pollice; la guardia dell'elsa ha la forma di due serpenti dalle scaglie d'oro e dalle fauci aperte.

Nel primo libro i tre ragazzi protagonisti, si trovano nella città fantasma e maledetta di Shadar Logoth, dove vengono attirati in un sotterraneo da Mordeth, uno degli spiriti malefici della città. Alla fine Matrim Cauthon fugge assieme agli altri, ma porta con sè, di nascosto, proprio il pugnale. Nell'oggetto è racchiuso il male della città, che così inizia a manifestarsi sulla personalità di Mat, il quale viene guarito da questa influenza malefica da Moiraine, ma solo parzialmente e temporaneamente.

All'inizio del libro successivo il pugnale viene rubato, assieme al Corno di Valere, da Padan Fain, che comincia a fondersi con Mordeth, lo spirito malefico legato all'arma. Recuperato dai protagonisti alla fine dello stesso libro, il pugnale verrà portato a Tar Valon, dove Mat verrà finalmente liberato dalla sua influenza nefasta. Nei libri successivi Padan Fain tornerà a riprenderselo definitivamente, intrufolandosi nella Torre Bianca, dove era tenuto in custodia nei sotterranei. Il pugnale ha poteri malefici ancora imprecisati, comunque basta un graffio della sua lama per uccidere rapidamente una persona.

Radice biforcutaModifica

E' la radice di una pianta narcotica che colpisce gli incanalatori che ne bevono l'infuso. Vedi articolo.

StreithModifica

Lo streith è un tessuto molto particolare, proveniente direttamente dall'Epoca Leggendaria. Esso è quasi trasparente ed ha la caratteristica di cambiare continuamente colore, a seconda dell'umore di chi lo indossa. Graendal ha trovato un vestito fatto con questo materiale in una Scatola della Stasi, ed è l'unico personaggio che lo indossa. Lo streith teoricamente rivela molto sulla persona che lo sta indossando, ma poiché la persona in questione è Graendal, maestra della psicologia umana, si può supporre che lei lo usi a suo piacimento, per trarre in inganno i suoi colleghi Reietti, dei quali non si fida affatto.

Scatola della StasiModifica

Come dice la parola le Scatole della Stasi sono contenitori, provenienti dall'Epoca Leggendaria e capaci di preservare completamente gli oggetti in una situazione statica, nel senso che il passare del tempo non li tocca assolutamente. I Reietti ne hanno ritrovate alcune, ma negano di averlo fatto, per non rivelare gli eventuali vantaggi che potrebbero averne ricavato. Possono contenere una gran quantità di oggetti.

Spada con il Marchio dell'AironeModifica

Le Spade con il Marchio dell’Airone, posto alla base della lama, ma a volte anche sull’elsa, sono esclusivo appannaggio dei migliori maestri spadaccini nel mondo della Ruota del Tempo. Vedi articolo.

Trappola mentaleModifica

La trappola mentale o cour'souvra è un piccolo, delicato cristallo trasparente, ingabbiato come un pendente da un filo di metallo. Quando esso viene in contatto con il sangue e la saliva di un incanalatore e viene attivato dal Tenebroso nel Pozzo del Destino a Shayol Ghul, esso diventa rosso e permette a chi lo detiene, di costringere all'obbedienza assoluta la sfortunata persona alla quale appartengono il sangue e la saliva. Infatti se la delicata cour'souvra si rompesse, la persona diventerebbe come una marionetta nelle mani del portatore, un corpo dentro il quale la coscienza della persona resta intrappolata, ma sul quale ormai non ha più alcuna volontà. Le due Reiette Moghedien e Cyndane sono state entrambe sottoposte ad una cour'souvra, detenute tutte e due da Moridin, che di conseguenza ha le due donne in suo completo controllo.

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